Il nome popolare racconta una Rovigo che oggi non si vede più. "Le Fosse" era il vecchio nome dell’attuale via Gorizia. Secondo la Regione Veneto indicava una zona molto povera e malsana della città antica. Proprio qui, all’inizio del Novecento, nacque una piccola chiesa dedicata alla Beata Vergine del Rosario di Pompei. Il suo titolo ufficiale è Oratorio della Beata Vergine di Pompei. La strada ha cambiato nome, ma le Fosse sono sopravvissute nel soprannome della chiesa.
Una chiesa per chi viveva ai margini
La costruzione fu voluta da don Tommaso Angiari, su progetto dell’architetto Eugenio Piva, e sorse proprio nel cuore delle Fosse. Il Comune di Rovigo la data al 1900-1903. È un esempio di architettura sacra di inizio Novecento, nata dalla grande devozione mariana di quegli anni. Tra le chiese di questo percorso è la più giovane: ha poco più di un secolo.
La Madonna di Pompei era un culto popolare in tutta Italia tra Otto e Novecento. Portarlo in un quartiere povero significava dare un luogo di preghiera a chi viveva ai margini della città.
Pietre grigie e rosse
La facciata è in stile neogotico ed è fatta di pietre grigie e rosse alternate. Questo gioco di colori la rende diversa da tutte le altre chiese del centro. È una facciata che si fa notare per i colori, più che per le dimensioni. Chi si avvicina può cercare un dettaglio: il bassorilievo in terracotta con la "Madonna del Cammino".
La chiesetta è uno dei luoghi più piccoli e meno conosciuti della Rovigo sacra. Eppure la sua storia è scritta già nel nome. Ricorda una Rovigo che non si vede più, e le persone povere che la abitavano. Per questo è una tappa perfetta per un percorso tra le pieghe nascoste della città, dove anche una facciata a due colori sa raccontare chi c’era prima di noi.



