Casa-Museo Giacomo Matteotti (Fratta Polesine)

Foto: Threecharlie · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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Storia · Fratta Polesine

Casa Museo Giacomo Matteotti

La villa di famiglia diventata monumento nazionale

Epoca
XVIII secolo (edificio); casa museo dal 2004, riallestita nel 2024
Dove
Via Ruga 3, 45025 Fratta Polesine (RO)

In via Ruga, nel centro di Fratta Polesine, una villa di campagna si affaccia su un giardino alberato. È la casa in cui Giacomo Matteotti visse con la famiglia, oggi casa museo. Ogni stanza conserva le tracce di una vita privata che la storia d’Italia ha travolto.

Una villa del Settecento

L’edificio compare già nel Catastico veneto del 1775. Ha l’impianto tripartito delle ville di campagna: un salone centrale, stanze ai lati, una scala che collega i piani. Nei primi decenni del Novecento fu ampliato con una loggia e una terrazza decorata in calcestruzzo. Lo acquistò il padre di Giacomo, Girolamo Matteotti.

Giacomo vi abitò con la moglie Velia Titta e i figli Giancarlo, Matteo e Isabella. Dopo l’assassinio del 1924 la madre Isabella Garzarolo, la vedova e i figli continuarono a vivere qui. Nel salone centrale fu allestita la camera ardente. La casa diventò un luogo di memoria molto prima di diventare un museo.

Dalla legge del 2004 al monumento nazionale

La Casa Museo è stata istituita con la legge 255 del 2004. Nel 2017 la legge 213 l’ha elevata a monumento nazionale. La proprietà è dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, per legato testamentario dei figli di Matteotti. La gestione è affidata al Comune di Fratta Polesine.

Un primo restauro conservativo e museografico, curato da Massarente Architettura, si è svolto tra il 2006 e il 2009. Per il centenario del delitto, nel 2024, la casa è stata restaurata di nuovo e il percorso è stato ripensato da capo. Il progetto, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, è curato da Luca Molinari, con l’allestimento dello studio 120grammi.

Tre piani e una lamiera nera

Il filo conduttore è una lamiera di ferro nero. Secondo il museo evoca il carattere schietto di Matteotti, soprannominato «Tempesta», e l’irruzione violenta della notizia dell’omicidio nella vita della casa.

Al piano terra le lamiere formano quattro finestre sulle trasformazioni del Polesine e sugli inizi della carriera politica. Al primo piano diventano scrigni che custodiscono i viaggi e i legami con la famiglia lontana. Nel sottotetto disegnano un ovale che mette al centro il visitatore. Una feritoia luminosa ripercorre l’ultimo discorso, i sospetti sulla morte, il ritrovamento del corpo e un’Italia che cambia.

Uno dei momenti più intensi è l’ascolto dell’ultimo discorso di Matteotti in Parlamento, il 30 maggio 1924, pochi giorni prima della morte. Video, suoni e immagini accompagnano tutto il percorso.

Fuori, il giardino fa parte della memoria del luogo quanto la casa. Nel 2018 un censimento dell’Istituto tecnico agrario «Ottavio Munerati» vi ha contato 51 piante di 24 specie diverse.

Fonti

  1. La Casa Museo — Casa Museo Giacomo Matteotti – Comune di Fratta Polesine
  2. Il nuovo allestimento — Casa Museo Giacomo Matteotti – Comune di Fratta Polesine
  3. Il giardino — Casa Museo Giacomo Matteotti – Comune di Fratta Polesine
  4. La lapide — Casa Museo Giacomo Matteotti – Comune di Fratta Polesine
  5. Casa Museo «Giacomo Matteotti» di Fratta Polesine — Sistema Museale Provinciale Polesine – Provincia di Rovigo

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